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Xilografie Giapponesi Policrome.

«L’arte dell’Ukiyo, cioè del mondo fluttuante, al quale appartiene la xilografía giapponese rappresenta l’ultima fase nello sviluppo dell’arte dell’Asia orientale. Nel Giappone la xilografia a colori si era sviluppata come ramo speciale all’arte, della tecnica pittorica. Alla stregua dei più grandi artisti europei – come ad esempio Albrecht Durer – essi si servirono della xilografia come mezzo di espressione artistica senza però abbandonare la pittura. Tuttavia nel periodo dal 1750 al 1850 si considerava la xilografia un’arte superiore, mentre la pittura durante lo stesso periodo passava in secondo piano. In seguito, per l’influenza esercitata sugli Impressionisti francesi, la xilografia giapponese nell’ultimo quarto dell’Ottocento si rilevava come un importante contributo all’arte Europea. Gli Impressionisti erano convinti che la xilografia giapponese rispondesse a tutte le esigenze connesse all’arte della pittura moderna. La tecnica della xilografia a colori nei suoi effetti fu tentata di realizzare per mezzo della pittura a olio.

La xilografia giapponese a colori si distingue dalla stampa a colori cinese nella técnica della riproduzione nel senso, che per essa non existe un modello originale. L’artista disegna per ogni colore un quadro particolare, che passa poi all’intagliatore per prepararne il legno. Un quadro a dieci colori richiede perciò dall’artista dieci quadri singoli e dieci legni per lo stampatore. Ogni stampo viene coperto dal suo proprio colore sul quale si tira sopra la carta. Soltanto quando la carta è stata impressa da tutti i dieci legni, si forma il quadro, finora inimmaginabile tanto dall’intagliatore, quanto dallo stampatore, come pure l’artista vede il suo quadro per la prima volta, quando esce dalla stamperia. Così come nella strumentazione musicale il compositore – dopo aver elaborato ogni suono per ogni istrumento – sente la sua opera per la prima volta, quando viene eseguita dall’orchestra.

La xilografia nasce dunque da una collaborazione piena di sensibilità fra tre artigiani, il pittore, l’intagliatore e lo stampatore, ed è più che naturale, che le diverse tirature dello stesso foglio possano variare considerevolmente in qualità. Come parte dell’Ukiyo, della rappresentazione della vita, la xilografia a colori è più strettamente legata al modo delle favole e delle leggende giapponesi, al teatro e alla vita popolare nella sua varietà stupefacente di ogni manifestazione artistica di questo paese. Niente potrebbe rendere in modo più impressionante e più vivo la bellezza del paseaggio, le storie degli Dei e dei Demoni, dei bambini, dei commedianti, delle cortigiane e delle signore eleganti, quanto la xilografia giapponese a colori (…).»

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